sabato 9 luglio 2016

Nike di Samotracia

© Alessio D'Alù
La Nike di Samotracia è, a mio parere, una delle più belle statue della storia dell’arte dell’antica Grecia. Le ali spiegate e il panneggio bagnato conferiscono all’opera elementi di rara bellezza espressiva nel panorama dell’arte scultorea.
Un ricordo mi lega a questa immagine della divinità “Vittoria”: la spiegazione che il professore di storia dell’arte fece durante i miei studi liceali. Era risaputo che il docente, quando doveva spiegare questa statua, adottasse un sistema, per così dire, alternativo. Ogni studente del Ginnasio aspettava il momento in cui si sarebbe parlato di Nike di Samotracia, perché i più grandi avevano già riferito, con varie coloriture, la modalità della spiegazione dell’opera a cura del professore. Quando arrivò il giorno fatidico, assistemmo pure noi a quel rito che di anno in anno si perpetrava. E fu così che lo vedemmo salire sulla cattedra e allargare le braccia. I nostri sguardi erano esterrefatti. Non riuscimmo neanche a ridere, tanto fu lo stupore.
Bella quella spiegazione, quasi da film “Carpe diem”. Il mio è un ricordo positivo, quasi nostalgico. Non ho più incontrato persone che, per esporre qualcosa, oltre e metterci la faccia ci abbiano messo anche tutto il resto del corpo.
Fu una lezione di vita, oltre che di storia dell’arte.
 
 
 
 

venerdì 8 luglio 2016

Luna

© Alessio D'Alù
Quanto è stato detto? Tanto.
Come è stato detto? Con parole amiche.
E io? Meglio tacere; lascio all’immagine la magia delle parole!
 
 
 


Olio

© Alessio D'Alù
Per chi ha la fortuna di assistere, ogni anno, alla molitura delle olive, non può che ricordare, con immediatezza, l’intensità del profumo che emana l’olio appena prodotto. Il colore varia, da un giallo più chiaro ad uno più ambrato (dipende dalla maturità delle olive), ma l’odore è quasi identico: forte e dolcemente acre.
La fatica della raccolta è ripagata dalla sensazione che si prova respirando a ridosso dell’erogatore: profumo di olive fresche, aroma di sano ciclo produttivo, essenza di luce.




Stucco San Pietro

© Alessio D'Alù
Siamo intorno alla metà del ‘700 quando, presumibilmente, venne realizzato questo stucco.
Carino, veramente carino.
Chissà se allora qualcuno avrà immaginato che agli esordi del terzo millennio un Papa avrebbe assunto il nome di Francesco.
Eppure dall’iconografia di questo bassorilievo, sembra proprio che sia quasi un’opera d’arte profetica. In alto la tiara papale sorretta da due angeli; al cento le Chiavi di San Pietro e in basso il simbolo dei francescani: due braccia incrociate, quello di Gesù e quello di San Francesco, entrambi con i segni visibili delle stigmate. Il papato, dunque, legato all’ordine fondato proprio dal Santo di Assisi.
La profezia, benché affascinante, non è realistica.
Lo stucco in questione, infatti, non è il frutto di una visione dell’artista su ciò che sarebbe accaduto da li a qualche secolo dopo, ma la giusta unione di due elementi che trovarono ospitalità in un unico ambiente ecclesiastico: il culto di S. Pietro e la presenza dei Francescani.
Tiara e chiavi sono alcuni degli attributi iconografici di S. Pietro, santo a cui è dedicata la chiesa ove si trova l’opera in parola e il simbolo dei Francescani giustifica la volontà di rimarcare la loro presenza in questa chiesa, di cui furono apprezzati fautori e custodi.
 
 
 
 
 

giovedì 7 luglio 2016

Frattura

© Alessio D'Alù
“Siamo fatti così”. Era il titolo di un cartone animato che guardavo da bambino e che spiegava, ai più piccini, il funzionamento del corpo umano.
Crescendo si studia e si fanno esperienze. Ciò consente di approfondire il bagaglio delle proprie conoscenze.
La frattura ossea è una di quelle esperienze/conoscenze di cui si farebbe volentieri a meno. Cionondimeno, mi ha permesso di esplorare un mondo sconosciuto. Popolato non solo di leggi anatomiche fisse e imprescindibili, ma anche di uomini che dedicano la loro vita lavorativa alla salute dei malcapitati.
Importante il lavoro dei medici, prezioso quello degli infermieri, fondamentale la presenza degli ospedali nei territori.
Speriamo che a nessuno venga in mente di sostituire al benessere di tutti le necessità di alcuni, sarebbe un grave danno per ciascuno.
 
 
 
 


Ferrari

© Alessio D'Alù
Lo stile, il gusto il genio italiani se sono apprezzati e cercati in tutto il mondo, ci sarà pure una ragione…
Eccone una spiegazione, tra le più plausibili!
 
 
 
 

mercoledì 6 luglio 2016

Coca cola

CocaCola © Alessio D'Alù
Gli esperti dicono che non è, di certo, la bevanda più buona del mondo. Fatto sta, che è la più venduta al mondo. Merito della sua immancabile presenza in ogni anfratto pubblicitario.
Chi di noi non l’ha mai bevuta o, semplicemente, assaggiata?
Sembra avere il sapore delle stagioni. Se piace, gradevolissima in estate e compagna delle cene inverali con gli amici; presente al risveglio della natura in primavera e consolatrice della dolce tristezza che la caducità delle foglie annuncia quale stagione autunnale.
E’ proprio lei, che è anche riuscita a far cambiare il vestito a Babbo Natale!